Eccomi qui dopo l’ultimo viaggio esplorativo sul sentiero Roma, 4 giorni di trekking tra i 2500 e i 3000m di altitudine. Pochissime persone sul percorso, grandissime distanze percorse ogni giorno, le valli sembravano infinite.
(Puoi vedere tutte le foto in FB a questo link: Clikka qui)
Bellissimo e come sempre, tante opportunità per ascoltare i messaggi dell’anima.
Ecco le intuizioni più importanti:
1.Nel dubbio, muoviti..
Il sentiero è ben tracciato in mezzo agli infiniti massi di granito da una bandierina rossa e bianca dipinta sui massi più grandi e visibili.
A volte ovviamente il sentiero si perde.
A volte perchè effettivamente è poco visibile la bandierina, a volte perchè la mente si distrae. Il corpo continua a camminare ma la mente è altrove, viaggia nel suo mondo. Poi lo sguardo si rialza e cerca la strada ma non si trova più perchè intanto sono andata da un’altra parte rispetto al percorso. Allora mi fermo e osservo : destra, sinistra, avanti, dietro per ritrovare e riprendere il sentiero.
Se ti distrai è possibile che i pensieri ti portino via dalla tua strada. Perdi il focus, la mente va dove vuole e detta legge, come al solito, se le lasci spazio per scorrazzare in giro con i suoi pensieri inconsapevoli.
E’ più facile quando posso individuare la bandierina lontano così almeno so in quale direzione andare.
Più la visione è in avanti e più ho facilità nel ritrovare la strada, se ho l’obiettivo finale (o anche intermedio) in mente più posso avere la possibiità di superare o aggirare gli ostacoli.
A volte ci sono dei momenti dove sei fermo e non vedi più bandierine: nè a destra, nè a sinistra, nè dietro, nè davanti. Un attimo di smarrimento e poi un unica soluzione: muoviti.
In qualiasi direzione ma muoviti, agisci, fai qualcosa, esci dall’empasse. Se non ti muovi e aspetti che qualcosa succeda non ti passa più… quanto vuoi aspettare? Fai la cosa più sensata e veloce: muoviti tu.
Appena ti muovi lo scenario cambia, ti sposti, riesci a rivedere una bandierina su una roccia. Allora poi riprendere il percorso.
Magari sei andato nella direzione sbagliata ma almeno sei uscito da una situazione di stallo. Puoi sempre riprendere il percorso. Hai provato una strada nuova e non ti è piaciuta o non ti è servita, ma almeno sei uscito da una situazione che non ti piaceva.
2.Il coraggio serve soprattutto all’inizio.
Ultima tappa. Alcune persone al rifugio mi suggeriscono un’alternativa molto più bella a loro giudizio. Altri 3 passi da fare, circa 6 ore di cammino. Un’altra alternativa è la discea, facile, in una bellissima valle verde che già conoscevo e poi riposo sulle rive del fiume, bagnetto e poi sdraiata al sole.
Sento di avere ancora voglia di camminare, la giornata è splendida, le gambe sono ancora fresche e con energia.
Deciso di seguire il suggerimento. Non so bene come sarà il sentiero, ho qualche indicazione e poi lo scoprirò man mano. Un attimo di incertezza, e poi decido di partire. Vedo le prime bandierine, ci sono degli affossamenti e quindi spesso si perde il sentiero già all’inizio. Non importa. So come recuperarlo. Ho fiducia.
So che ho la direzione generale, vedo da lontano il primo passo da superare e so anche che non importa sapere già come sarà il sentiero fino alla fine.
In questo momento mi basta raggiungere una bandierina dopo l’altra.
Il sentiero si rivela man mano che io lo percorro.
Mi basta la prossima bandierina.
3. Le salita pur lunga che sia finisce e poi c’è la discesa.
SEMPRE.
(e lo spettacolo in alto alla salita è meraviglioso)
Scollinare i passi richiede costanza, determinazione e … sudore…
C’è sempre una certezza: la salita non è infinita. Alla fine si scollina comunque.
Puoi far fatica quanto vuoi e salire quanto vuoi ma in ogni caso poi ci sarà la discesa.
A volte ce ne dimentichiamo. Siamo talmente concetrati su quanta fatica stiamo facendo che pensiamo sarà sempre così.
Non è sempre così.
Ricordiamoci che è un momento.
E che servirà a qualche cosa.
In montagna serve a cambiare valle, a vedere altri posti, a fare la discesa a guardare il panorama dall’alto.
Nella vita ci serve nello stesso modo: a cambiare vita, a vedere nuove opportunità, a saper apprezzare le cose belle che abbiamo, a sapere che ci siamo rinforzati e che possiamo affrontare le difficoltà.
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